Nicolò Zanon partecipa al dibattito online per presentare il libro “Un’altra libertà”

“La considerazione della pluralità dei punti di vista ci può salvare dalle prospettive assolute”: sono le parole di Nicolò Zanon. In veste di costituzionalista, ha partecipato al recente webinar intitolato “Un’altra libertà”: la riflessione, in occasione della presentazione del libro (dal medesimo titolo) del senatore Gaetano Quagliariello e del cardinale Camillo Ruini, si è concentrata sul concetto di libertà nelle sue varie declinazioni, nel dialogo tra laici e credenti. “Un’altra libertà”, pubblicato da Rubbettino, è un testo che si propone di analizzare il senso del nostro essere persone, libere ma anche responsabili, attente ai propri diritti ma pur legate da vincoli essenziali alle varie comunità di appartenenza. In un mondo segnato da grandi trasformazioni e inquietudini, le innovazioni tecniche, la nuova bioetica, le scelte di fine vita, interrogano la nostra coscienza e sollecitano il ruolo dei legislatori e dei tribunali.


Prosperano concezioni in cui i più vari desideri del singolo pretendono di essere riconosciuti come veri e propri diritti, da difendere presso le Corti, nazionali o sovranazionali, ha spiegato Nicolò Zanon. Il dibattito pubblico scaturito attorno alla questione del fine vita o alle problematiche legate all’utero in affitto sono esempi lampanti in questo senso. Sono argomenti che portano a domandarsi fin dove si possano spingere le pretese individuali e fin dove possa giungere il potere innovativo della giurisprudenza. Secondo Nicolò Zanon è essenziale che le sentenze dei giudici – in questi ambiti così controversi, sui quali sono in corso discussioni e le opinioni sono divise – evitino di “chiudere” le questioni, proprio perché si tratta di temi che vanno lasciati alla libera discussione e, semmai, alle scelte del legislatore democraticamente eletto, che deve interpretare le preferenze dell’opinione pubblica.

Durante il webinar sono emerse riflessioni interessanti anche sul ruolo odierno della tecnologia, uno strumento che non dovrà mai diventare “tiranno”, ma dovrà rimanere sotto il dominio della razionalità umana. Per progredire insieme, non bisogna dimenticarsi che l’uomo è, di fatto, anche parte di comunità di vario genere. Particolarmente nell’epoca della pandemia, il cd. “distanziamento sociale” non si deve trasformare in “estraniamento” sociale. Bisogna sempre porre attenzione al fatto che vivere è essenzialmente “condividere”

Per maggiori informazioni:
loccidentale.it/dopo-la-pandemia-unaltra-liberta-e-possibile/